latte asina

Le proprietà del latte d'asina

Molti studi hanno chiaramente dimostrato che il latte di Asina, le cui caratteristiche composizionali e organolettiche sono più vicine al latte umano, può costituire intanto l’alimento d’elezione in bambini con allergie alimentari nei primi mesi di vita, spesso refrattari ad altri trattamenti, consentendo allo stesso tempo al neonato la formazione di un normale e completo sistema immunitario.
Inoltre alcuni Autori prospettano un ruolo di questo alimento nei processi di osteogenesi, nella terapia dell’arteriosclerosi, nel recupero degli infartuati cardiaci, nei casi di senescenza precoce, nelle diete ipocolesterolemiche. Pertanto la conoscenza degli aspetti quantitativi e qualitativi della produzione di latte Asinino, oltre a considerarsi essenziale per la stima dei fabbisogni nutrizionali della fattrice e del puledro, potrebbe anche rivestire un notevole interesse pratico ed economico in alimentazione umana, non solo per le età meno protette, e nell’industria farmaceutica, avute presenti le esperienze maturate nei paesi dell’Europa Orientale.
In questa direzione di grande interesse si rivela un quadro puntuale e aggiornato sulle peculiarità dei componenti della frazione lipidica.
Bicchiere latte asina

ACIDI GRASSI DEL LATTE D’ASINA: PROPRIETÀ BINUTRIZIONALI ED EXTRANUTRIZIONALI

GLI ACIDI GRASSI NEL LATTE D’ASINA Da qualche anno nel nostro paese si è fatta spazio la riscoperta di latte di specie animali diverse da quelle abitualmente considerate ad attitudine lattifera (bovina, ovina e caprina): si fa riferimento al prodotto ottenuto dalla specie cavallina e da quella “Asinina”. In quest’ultimo caso la “riscoperta”si carica di grande attualità e significato dinamico, anche alla luce delle moderne strategie della prevenzione e della terapia delle allergie alimentari che sono basate sulla immunomodulazione, laddove gli acidi grassi sono direttamente coinvolti. Per tale ragione riteniamo opportuno soffermare l’attenzione sul contenuto in acidi grassi nel latte d’asina, facendo anche riferimento alle risultanze di ricerche sull’argomento. Nel latte di Asina sono stati identificati: – 19 acidi grassi saturi a catena lineare da C4 a C22; – 7 acidi grassi monoinsaturi da C10 a C20;– 10 acidi grassi polinsaturi da C18 a C22, di cui 3 della serie ω6 e 7 della serie ω3, contenenti da 2 a 6 doppi legami.
 
ACIDI GRASSI SATURI
Gli acidi grassi saturi presenti in quantità più elevata sono:
l’acido caprilico (C8:0 = 12,80%), caprinico (C10:0 =18,65%) e palmitico (C16:0 = 11,47%) Tra gli acidi grassi di interesse nutrizionale, presenti in modesta quantità, le concentrazioni più elevate sono state registrate per l’acido miristico (C14:0 = 5,77%) mentre quelle più basse per lo stearico (C18:0 = 1,12%). La frazione dei Saturi è la più rappresentata (67,57%) e nel confronto con latte di altre specie animaliè sovrapponibile a quella della specie cavallina (61%)17 ed inferiore a quella degli ovini (73%)18 e dei caprini (77%).
 
ACIDI GRASSI MONOINSATURI
L’acido grasso monoinsaturo più rappresentato è l’oleico (C18:1ω9 = 9,65%) Gli acidi caproleico (C10:1) e palmitoleico (C16:1ω7), rispettivamente 2,20% e 2,37%, livelli notevolmente più alti se confrontati con latte di altre specie animali18. La
somma delle percentuali dei monoenici è di 15,82% più bassa rapportata a quella di qualsiasi altra specie sia di monogastrici che di poligastrici.
 
ACIDI GRASSI POLINSATURI
I livelli degli acidi grassi polinsaturi nel latte di Asina
(PUFA = 16,60%) confrontati con quelli di altre specie animali, fatta eccezione per la cavalla, evidenziano valori notevolmente elevati. In particolare,nell’ambito degli acidi grassi essenziali, il contenuto dell’acido linolenico (C18:3ω3 = 6,32%) risulta in assoluto il più alto; il linoleico (C18:2ω6 = 8,15%) presenta valori inferiori solo al latte di donna che allatta. Il rapporto tra il contenuto in acidi grassi polinsaturi della serie ω3 e quello della serie ω6 nel latte di Asina(ω3/ω6 =0,86) appare confrontabile con quello della specie cavallina2; in entrambe le specie comunque superiore rispetto a
quello dei ruminanti18 ed a quello umano (0,07). Il rapporto Insaturi/Saturi (UFA/SFA = 0,48)
nel latte da noi esaminato appare leggermente inferiore rispetto a quello del latte di giumenta e di donna ma superiore nei confronti dei ruminanti. Infatti negli erbivori monogastrici, come negli equidi, la quantità di acidi grassi insaturi è correlata alla quantità assunta attraverso i foraggi: l’assenza di idrogenazione degli acidi grassi nel tratto del digerente prima dell’assorbimento, come avviene nei ruminanti, potrebbe spiegare l’elevato contenuto in linoleico e linolenico.
 
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Riassumendo il latte di Asina, appare caratterizzato da un basso contenuto in
acidi grassi saturi che, unitamente ad un elevato tenore di insaturi, lo rendono di grande utilità nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, autoimmuni e infiammatorie. Da sottolineare, al riguardo, l’alto tenore in acidi grassi polinsaturi della serie ω3, costituenti caratteristici degli olii di pesce, di mediatori lipidici,
eicosanoidi, quali prostaglandine (PGE3) e leucotrieni (LTB5), e proteici, citochine, quali interleuchine quali prostaglandine (PGE3) e leucotrieni (LTB5), e proteici, citochine, quali interleuchine (IL4, IL10,IL13, IL1ra), tumor necrosis factor, ecc., tutti dotati di attività antiinfiammatoria, antiaggregante e non immunosoppressoria, etc. Svolgono un certo ruolo sull’esito dei trapianti, su alcune forme di neoplasie, sullo sviluppo fisico eneuropsichico . Inoltre l’elevata percentuale di acidi grassi a catena media ha influenza sui fenomeni di vasodilatazione e in sinergia con gli acidi grassi a catena corta, contribuisce, in modo indiretto, ad aumentare le difese antiossidanti dell’organismo .Tuttavia i bassi livelli di acido arachidonico (C20:4ω6) e di acido docosaesaenoico (C22:6ω3), rendono indispensabile un’integrazione alimentare di questi acidi grassi che sono particolarmente rappresentati nelle membrane delle cellule nervose, dei segmenti esterni dei fotorecettori IL13, IL1ra, tumor necrosis factor, ecc., tutti dotati di attività antiinfiammatoria, antiaggregante e non immunosoppressoria,etc. svolgono un certo ruolo sull’esito dei trapianti, su alcune forme di neoplasie, sullo sviluppo fisico eneuropsichico . Inoltre l’elevata percentuale di acidi grassi a catena media ha influenza sui fenomeni di vasodilatazione e in sinergia con gli acidi grassi a catena corta, contribuisce, in modo indiretto, ad aumentare le difese antiossidanti dell’organismo. Tuttavia i bassi livelli di acido arachidonico (C20:4ω6) e di acido docosaesaenoico (C22:6ω3), rendono indispensabile un’integrazione alimentare di questi acidi grassi che sono particolarmente rappresentati nelle membrane delle cellule nervose, dei segmenti esterni dei segmenti esterni dei fotorecettori retinici e dell’acrosoma degli spermatozoi, quindi, essenziali durante lo sviluppo e la maturazione cerebrale, per il tessuto retinico e per l’apparato riproduttivo. Per cui oltre al profilo proteico, è di tutta evidenza l’importanza del latte d’asina soprattutto in riferimento alla sua composizione acidica che delinea orizzonti sempre più interessanti per la nutrizionistica umana e al contempo rimarca l’attenzione per l’allevamento asinino sia sotto il profilo strettamente produttivo e della biodiversità, ma anche quale bene culturale, testimonianza di civiltà passate, patrimonio comune da difendere coniugando condizioni di benessere dell’animale e rispetto dell’ambiente
 
Composizione percentuale degli acidi grassi del grasso del latte d’asina Ragusana (media±d.s.)
Acidi grassi media±d.s. Acidi grassi media±d.s.
Saturi Monoinsaturi
C4:0 0.60±0.29 C10:1 2.20±0.16
C6:0 1.22±0.22 C12:1 0.25±0.10
C7:0 Tracce C14:1 0.22±0.05
C8:0 12.80±0.59 C16:1ω7 2.37±0.57
C10:0 18.65±0.91 C17:1 0.27±0.05
C12:0i 10.67±0.49 C18:1ω9 9.65±0.70
C13:0r 0.22±0.05 C20:1ω11 0.35±0.10
C13:0 3.92±0.90
Polinsaturi ω3
C14:0r 0.12±0.05 C18:3ω3 6.32±1.02
C14:0 5.77±0.33 C18:4ω3 0.22±0.10
C15:0r 0.07±0.01 C20:3ω3 0.12±0.05
C15:0 0.32±0.05 C20:4ω3 0.07±0.01
C16:0r 0.12±0.05 C20:5ω3 0.27±0.05
C16:0 11.47±0.59 C22:5w3 0.07±0.01
C17:0r 0.20±0.08 C22:6w3 0.30±0.08
C17:0 0.22±0.05
Polinsaturi ω6
C18:0 1.12±0.24 C18:2ω6 8.15±0.94
C20:0 0.12±0.05 C18:3ω6 0.15±0.03
C22:0 0.05±0.01 C20:2ω6 0.35±0.10
Distribuzione percentuale delle classi degli acidi grassi
(media±d.s.)
Saturi 67.57±2.78
Monoinsaturi 15.82±0.95
Polinsaturi ω3 7.45±1.15
Polinsaturi ω6 8.65±1.07
Polinsaturi 16.60±2.33
Valori medi di alcuni rapporti tra acidi grassi nel latte d’asina
(media±d.s.)
media±d.s.
Rapporto ω3/ω6 0.86±0.07
Rapporto UFA/SFA 0.48±0.06**
**BIAGINA CHIOFALO1, ELISABETTA SALIMEI2, LUIGI CHIOFALO1
1 Dipartimento. MO.BI.FI.P.A., Polo Universitario Annunziata - 98168 Messina
2 Dipartimento S.A.V.A., Via De Sanctis - 86100 Campobasso
Large Animals Review, Anno 9, n. 5, Ottobre 2003
Attualmente la comunità scientifica eredita dalla tale tradizione storica l’importanza del latte di asina come sostituto del latte di donna. E così oggi come allora trova nobile impiego soprattutto nell’alimentazione dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino (sindrome da APLV) e che non possono disporre del latte materno, come sostiene Amedeo Conti dell’ISPA-CNR. La composizione chimico-nutrizionale del latte d’asina, difatti, essendo sovrapponibile a quella del latte di donna per quanto attiene al contenuto in lattosio, proteine e residuo secco, fa di esso l’alimento d’elezione per la cura di APLV e PA (poliallergie alimentari), spiega il dott. Giuseppe Iacono, responsabile del reparto di gastroenterologia pediatrica presso l'Ospedale dei Bambini,“G. Di Cristina”,di Palermo. Il profilo ipolipidico, poi, con esplicito riferimento agli acidi grassi insaturi delle serie ω-3 ed ω-6 (abili riparatori delle membrane delle cellule nervose e preziosi alleati nella prevenzione del rischio cardiovascolare), unitamente alle sieroproteine (potenziatici del sistema immunitario), alle vitamine e al lattosio (importante per favorire l’assorbimento del calcio nella prevenzione dell’osteoporosi), rendono il latte d’asina particolarmente indicato anche nell’alimentazione degli anziani. Il ridotto contenuto lipidico, inoltre, consente al latte d’asina di inserirsi nella comune dieta giornaliera, soprattutto in quella dei soggetti a regime dietetico e in quella degli sportivi.
 
ED ANCORA INTERVIENE :
  • nelle diete ipocolesterolemiche;
  • nella regolarizzazione della flora gastroenterica;
  • nella cura della stipsi;
  • nella prevenzione di malattie cardiovascolari;
  • nella terapia dell’osteoporosi;
  • nella dermocosmesi per le sue proprietà idranti e detergenti.
RIFERIMENTI
*Wikipedia
**BIAGINA CHIOFALO1, ELISABETTA SALIMEI2, LUIGI CHIOFALO1
1 Dipartimento. MO.BI.FI.P.A., Polo Universitario Annunziata - 98168 Messina
2 Dipartimento S.A.V.A., Via De Sanctis - 86100 Campobasso
Large Animals Review, Anno 9, n. 5, Ottobre 2003
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