allevamento asini

Utilizzo latte d'asina

come utilizzare il latte d'asina e perchè...

Scopri le eccezionali qualità di questo alimento, il latte d'asina è un prodotto di altissima qualità ottenuto senza lo sfruttamento intensivo. I nostri animali vivono e si nutrono secondo natura! Lo sapevate ad esempio che il latte d'asina è utile ad esempio per : nel recupero degli infartuati cardiaci, nei casi di senescenza precoce, nelle diete ipocolesterolemiche, nella regolarizzazione della flora gastroenterica, nella cura della stipsi, nella prevenzione di malattie cardiovascolari, infiammatorie autoimmuni, nella preparazione di bevande fermentate, nella dermocosmesi per le sue proprietà idratanti e detergenti e nella terapia contro il morbillo ed alcuni tumori (Università indiana).

DIETA GIORNALIERA

Il latte di asina è usato in quanto tale nella comune dieta giornaliera, soprattutto nei soggetti a regime dietetico, negli sportivi e, come già accennato, nei soggetti anziani, dato il suo ridotto contenuto lipidico.
Viene inoltre impiegato nel sostituire il comune latte vaccino nella realizzazione di gelati, creme ed altri prodotti dell’industria dolciaria, richiesti da soggetti allergici o sottoposti a diete, 
consentendo pertanto ai bambini allergici di poter gustare un buon gelato, un budino e altri dolci, evitando così difficili privazioni. 
Infine il latte di asina costituisce una buona base per la preparazione di yogurt e kefir (bevanda fermentata probiotica).

DERMOCOSMESI

Così come un tempo, le donne oggi ricercano questo prodotto per detergere e idratare la cute rendendola morbida ed elastica; inoltre i suoi preziosi acidi grassi, ripristinando e proteggendo le membrane delle cellule cutanee, svolgono un’efficace azione antiossidante. 
Il complesso multivitaminico (A, B, C, E) blocca e allontana i cataboliti del metabolismo cellulare proprio della cute e avvia un’azione epitelio-protettrice. 
Quanto al lisozima, esso attenua gli stati flogistici della cute e del cuoio capelluto. 
Al fine di esaltare le capacità detergenti e idratanti la cosmetica ha realizzato delle formulazioni quali saponi e creme, tuttavia il modo per beneficiare a pieno di queste proprietà  è quello di usare il latte d’asina tal quale, poiché alcuni dei processi fisici, meccanici e chimici, propri delle preparazione cosmetiche, possono alterarlo.

USO PEDIATRICO

Ottimo sostituto del latte materno, costituisce l’alimento d’elezione per la cura di APLV (Allergie alle Proteine del Latte Vaccino) e PA (Poliallergie Alimentari); inoltre interviene nei processi di osteogenesi L’APLV (o CMPA, cow’s milk protein allergy) coinvolge ogni anno fra il 2% e il 7% della popolazione nazionale di cui circa 15.000 neonati (Iacono G., 2005). I sintomi: rigurgito, vomito, diarrea, dermatite, stitichezza, ritardo di crescita, rifiuto dell’alimento, asma, shock, broncospasmo, lesioni istopatologiche della mucosa intestinale (simili alla celiachia) di intensità e tipo variabili nel tempo anche nello stesso soggetto (patomorfosi). 
A causa di ciò sono frequenti le difficoltà diagnostiche all’esordio e nel follow-up: in particolare eventuali errori dietetici devono essere sempre sospettati alla comparsa di uno o più sintomi di quelli sopra elencati in un soggetto con diagnosi di APLV o PA. Nei lattanti affetti da APLV la sospensione della somministrazione del latte vaccino porta di solito alla scomparsa dei sintomi; tuttavia in alcuni pazienti la reazione allergica si può estrinsecare anche nei confronti di altri alimenti talvolta impiegati come sostituti del latte vaccino configurando così il quadro delle poliallergie alimentari (PA).
Le poliallergie alimentari sono spesso difficili da trattare: l’eliminazione dalla dieta di più alimenti, se non correttamente bilanciata dall’assunzione di alimenti alternativi, può infatti portare a malnutrizione e quindi ad arresto dell’accrescimento. Cure spesso inefficaci . Il trattamento razionale delle allergie alimentari in generale prevede l’esclusione dalla dieta del latte, dei suoi derivati e di tutti gli alimenti contenenti proteine del latte vaccino. Tuttavia le esigenze alimentari del bambino nei primi due anni di vita sono soddisfatte proprio dall’apporto di latte e dei suoi derivati: è con tali alimenti, difatti, che il bambino soddisfa il 50% del suo fabbisogno energetico e nutrizionale (specie per quanto riguarda il fabbisogno in calcio).
Se dunque è indispensabile la totale eliminazione del latte vaccino e dei suoi derivati dalla dieta del bimbo allergico, è altrettanto indispensabile poter disporre di alimenti sostitutivi, di un " latte " dotato di: 
- caratteristiche nutrizionali adeguate;
- palatabilità,ossia di sapore gradevole;
- costo tale da renderlo fruibile ai più; 
- ipo- o anallergenicità. A questa obiettiva esigenza l'industria risponde con gli idrolisati spinti di proteine o delle formule di aminoacidi o formule a base di proteine di soia. Si tratta di alimenti che contengono proteine di latte bovino o di soia  “frantumate”, tanto da riuscire difficilmente riconoscibili da parte del sistema immunitario.
Gli esiti di questo trattamento sono a volte alterni: consueta la scarsa compliance per il gusto poco gradito, i costi gestionali elevati, ed il pericolo persistente di manifestazioni allergiche gravi del tipo Ig-E anche verso questi alimenti ritenuti “sicuri”. In questi casi il trattamento rappresenta un problema di difficile soluzione al punto che si è reso necessario cercare alimenti alternativi. La soluzione. Alcuni autori hanno studiato la possibilità di usare latte di altri mammiferi, quali bufala, capra, pecora, cavalla, asina e cammella. I primi tre non sono utilizzabili in quanto le proteine in essi contenute sono molto simili al latte vaccino, inoltre il latte di pecora e capra è squilibrato da un punto di vista nutrizionale. I primi dati sul latte di cavalla e cammella sono interessanti ma in Italia vi sono difficoltà di approvvigionamento.
Per quanto riguarda il latte d'asina, invece, si è tentato il suo utilizzo a scopo terapeutico, con discreto successo. L'utilizzo di latte d'asina a scopo terapeutico, tuttavia, è stato ostacolato da alcuni fattori: difficoltà a reperire l'alimento, garantirne la continuità d'erogazione, riluttanza all'uso da parte dei genitori, eventuale rifiuto da parte dei bambini per scarsa palatabilità, rischio medico legale legato alla somministrazione di dieto-terapia non convenzionale, potenziale rischio infettivo legato alla dubbia igiene dell'alimento proveniente da animali non controllati per l'alimentazione umana. Superati questi ostacoli, i primi tentativi sono stati coronati da successo ed hanno dimostrato che il latte d'asina è da considerarsi una valida alternativa al latte in polvere in quanto il suo contenuto in lipidi (elevati livelli di acido linoleico e linolenico) e in proteine (ridotta quantità di caseine) lo molto simile al latte umano. Tali caratteristiche, assieme all’elevato contenuto di lisozima e lattosio, rendono il latte d’asina un valido e sicuro alimento per i bambini lattanti affetti da allergia al latte di  vacca e ai suoi derivati, e inoltre garantisce curve di crescita sovrapponibili a quelle che si possono raggiungere con altre formule presenti in commercio (Iacono G. et al., 2006).


ALIMENTAZIONE GERIATRICA

Il profilo ipolipidico, con esplicito riferimento ai grassi insaturi, (abili riparatori delle complesse membrane proprie delle cellule nervose), alle siero-proteine (facilmente assimilabili e potenziatrici del sistema immunitario); alle vitamine e al lattosio (importante nel favorire l’assorbimento di Ca), rendono il latte d’asina particolarmente indicato anche nell’alimentazione degli anziani. 
Inoltre un’assunzione regolare di latte d’asina, in virtù del suo alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, svolge un’azione preventiva a riguardo dei distretti cardiocircolatori, impedendo la formazione di placche aterosclerotiche e riducendo quindi i rischi di cardiopatie dovute ad aumenti pressori del flusso ematico ed all’insorgenza di infarti.

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